Contrariamente a quanto a volte si possa pensare non sono una
fissata, non del tutto almeno.
Cerco quello che ritengo sia meglio per me e per l’ambiente
in cui vivo e, lo ammetto, ogni tanto mi viene da pensare che sia meglio un po’
anche per gli altri e forse questo non è vero. Sicuramente non sempre. Niente
presunzione, solo riflessioni.
Che i PEG e molte altre sostanze chimiche facciano male è
indubbio, che alcune molecole chimiche inquinino anche, che alcuni
comportamenti rendano la sopravvivenza sul pianeta terra difficile, pure; ma
siamo liberi e questo ha anche degli effetti negativi.
Guardandomi intorno mi chiedo sempre più spesso che collegamento
ci sia tra libertà e consapevolezza della scelta, tra libertà ed ignoranza (sono
sempre stata un’amante della filosofia).
Sempre più spesso mi chiedo, se sai che qualcosa ti fa bella
ma ti fa male, la usi? Se sai che fa male ai tuoi cari? Ai tuoi figli? E allora
perché l’ammoniaca ed i siliconi la fanno da padroni?
Per ignoranza direi io, per superficialità direbbero altri,
per menefreghismo direbbero altri ancora. E chi “c’ha da fa’?“. Il consumatore
o il produttore? La discussione è ardua e fine a stessa. O forse no.
Insomma, i momenti in cui le mie colleghe, le mie amiche e i
miei cari discutono sul migliore sbiancante o sul più efficace antirughe mi
prende un po’ di tristezza (ok, non esageriamo diciamo piuttosto rabbia-stupore-misto
incomprensione), ma a volte sto in silenzio per evitare (come minimo
spiegazioni e poi opinioni, discussioni o altro), altre volte no. Tutto dipende da chi è l’interlocutore e la
voglia che ho.
Ed io sono sempre quella a cui mamma lavava via le macchie
di pennarelli indelebili dalle mani con la candeggina e che fino a 5 anni fa si
cospargeva di composti chimici il cui INCI è indecifrabile.
Sono quella che ogni tanto si concede qualche mancata
lettura dell’etichetta (vedi in fondo al post http://www.ecodieli.blogspot.it/2011/11/inci-questo-sconosciuto-la-lista-di-noi.html) o una seduta dalla parrucchiera (incrociando le dita), una
coca-cola o un ombretto fluo.
In pratica ho concluso che è l’eccesso la rovina dei nostri
tempi.
Troppa carne, troppo bagnoschiuma pieno di “chissachecosa”,
troppo smog, troppo consumismo, troppo di tanto.
Ma il mondo è bello perché è vario e con questa vecchia
massima vi lascio al prossimo post.
Eliecosa


